Da quando Microsoft ha iniziato a parlare apertamente di una nuova generazione di software gestionali, nel mondo tech ed ERP non si parla quasi d’altro. Stiamo parlando, ovviamente, del termine ERP agentico. Un’espressione nuova, forse ancora poco familiare, che racconta però un cambiamento già in corso.
Per anni i software gestionali hanno svolto un ruolo preciso: raccogliere dati, organizzare informazioni e accompagnare le persone nell’esecuzione delle attività aziendali, attraverso funzioni e percorsi prestabiliti. Con l’arrivo degli assistenti virtuali, questo rapporto è gradualmente cambiato: il gestionale ha imparato a rispondere alle domande, recuperare più velocemente le informazioni e guidare l’utente tra operazioni sempre più articolate.
Quello che fino a poco tempo fa poteva sembrare il futuro dei software ERP sta però iniziando a prendere forma. Microsoft sta sviluppando agenti AI integrati nei sistemi gestionali, capaci di affiancare le persone nella gestione degli ordini, nelle riconciliazioni finanziarie e nelle comunicazioni con i fornitori.
Anche SAP e Oracle stanno seguendo una direzione simile, segno che non ci troviamo davanti a una semplice evoluzione dell’assistente virtuale, ma a un cambiamento più profondo nel modo in cui il software partecipa ai processi aziendali.
Una filosofia condivisa anche da Zucchetti e dalla sua rete di partner specializzati, tra cui Integra: utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere i processi più semplici ed efficienti, mantenendo saldamente nelle mani delle persone il controllo e il valore delle scelte.
Dall’AI Factory a Trinity AI: il percorso di Zucchetti
Ma che cosa significa davvero “agentico”?
Significa che il software non si limita più ad attendere un comando o a rispondere a una domanda, come avviene con un tradizionale assistente virtuale. Può invece comprendere un obiettivo, analizzare le informazioni disponibili e coordinare diverse azioni per raggiungerlo, sempre nel rispetto delle regole, delle autorizzazioni e dei controlli stabiliti dall’azienda.
È proprio verso questa evoluzione che si sta muovendo Zucchetti, attraverso un percorso di ricerca sull’intelligenza artificiale iniziato oltre dieci anni fa e confluito nella sua AI Factory, definita dall’azienda come “un centro di eccellenza che raccoglie un team di data scientist impegnati in progetti innovativi di intelligenza artificiale”.
La direzione è racchiusa nel modello delle tre A: assistere, arricchire e automatizzare.
Assistere le persone nel lavoro quotidiano, arricchire dati e applicazioni con nuove capacità di analisi e automatizzare le operazioni più ripetitive, lasciando all’esperienza umana le valutazioni e le decisioni più importanti.
In questo percorso si inserisce Trinity AI, che rende già concreta questa evoluzione: grazie al linguaggio naturale, consente di dialogare con il gestionale, recuperare informazioni, ottenere analisi e svolgere determinate attività senza dover conoscere ogni singolo passaggio all’interno del software.
Il gestionale smette così di essere soltanto uno strumento da interrogare e diventa un alleato capace di accompagnare le persone nel lavoro quotidiano in modo più naturale, rapido e immediato.
Ne parliamo in modo approfondito qui.
ERP agentico: e allora le persone?
Di fronte a software sempre più autonomi, capaci di analizzare dati, suggerire azioni e svolgere attività, il pensiero può sorgere spontaneo: le persone diventeranno sempre più sostituibili?
Paradossalmente (o forse nemmeno più di tanto), sta accadendo proprio l’opposto.
Più un ERP acquisisce autonomia operativa, più diventa importante stabilire obiettivi, regole e limiti. La tecnologia può velocizzare una procedura, individuare un’anomalia o proporre una possibile soluzione, ma non conosce da sola la storia di un’azienda, le sue priorità, gli equilibri tra i reparti o le conseguenze organizzative di una scelta.
È proprio in questo spazio che il contributo umano acquista ancora più valore. Automatizzare le attività ripetitive non significa togliere centralità alle persone, ma liberare tempo e competenze da dedicare a ciò che richiede esperienza, capacità di interpretazione e visione: comprendere i problemi, accompagnare il cambiamento e prendere decisioni consapevoli.
Anche l’assistenza è destinata a evolvere. Se il gestionale può rispondere alle richieste più semplici e supportare le operazioni quotidiane, il customer care può concentrarsi sempre di più sull’ascolto, sulla consulenza e sulla costruzione di soluzioni realmente adatte all’azienda.
Per Integra, tecnologia e assistenza umana non sono quindi due strade alternative, ma due elementi che si rafforzano a vicenda. L’intelligenza artificiale rende il gestionale più rapido, accessibile e intuitivo; le persone trasformano queste possibilità in valore concreto, mettendo in campo competenza, responsabilità e conoscenza del cliente.
Di questo, siamo più che sicuri: il futuro dell’ERP non sarà fatto da software che sostituiscono le persone, ma da strumenti più intelligenti capaci di restituire loro tempo, spazio e un ruolo ancora più centrale.